Un fiore che ricorda la Grande Guerra

Grande Guerra: anche un fiore per non dimenticare

myosotis

Quale fiore può meglio ricordare la Grande Guerra? Sicuramente il non-ti-scordar-di-me, secondo Ta Pum, l’Associazione che ha promosso un ‘Cammino della Memoria’ nei luoghi, dallo Stelvio al mare, che furono lo scenario dell’evento bellico.

C’è anche un sito, www.tapum.it: tutto nasce, si legge nello spazio web, dalla considerazione che la Prima guerra mondiale abbia condizionato più di quanto immaginiamo la storia e la vita delle generazioni successive e che sia quindi necessario riconoscerla per comprendere chi siamo e da dove veniamo. Per sapere dove andremo.

Perché Ta Pum? È il suono del colpo di fucile che ha accompagnato, incessante, i giorni e le notti di tanti soldati al fronte, rievocato e raddolcito nelle note di una delle più famose e struggenti canzoni della Prima Guerra Mondiale. Ta pum! Ta pum! Ta pum!/ E domani si va all’assalto,/ soldatino non farti ammazzar,/Ta pum! Ta pum! Ta pum!

Scegliere come memoria floreale il myosotis, cioè il non-ti-scordar-di-me, i cui semi sono stati dati ai partecipanti a una delle ultime iniziative in ricordo della Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago, è anche un modo per sensibilizzare sempre di più l’evento di inizio secolo scorso. Il fiore, di facile coltura, in Italia cresce un po’ ovunque, fin al di sopra dei mille metri: Plinio il Vecchio lo considerava un simbolo di sollievo dal dolore e dalle cupezze della vita e gli antichi lo usavano nei medicamenti per gli occhi, considerandolo un’erba sacra. Ed è pure chiamato ‘occhi della Madonna’ per il colore azzurro e per l’auspicio di essere protetti dal Cielo che si rivolge a chi lo riceve.
Dunque perfetto per il Cammino della Memoria promosso da Ta Pum che tocca quattro regioni, per oltre 1800 chilometri, tra Lombardia, Veneto, Trentino Ato Adige, Friuli Venezia Giulia, in un incredibile paesaggio di grande bellezza tra valli, montagne, sentieri, ferrate, trincee, sacrari…
L’obiettivo di Ta Pum è quello di inserire il Cammino della Memoria tra gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, in una specie di pellegrinaggio tra le pagine reali di una storia che ha sconvolto il vecchio continente cento anni fa.
Precedente A Valle Campo di Comacchio atmosfere senza tempo Successivo I busti del Pincio raccontano