C’è del marcio nel piatto! E non è un modo di dire…

C’era una volta il marcio nel piatto (e c’è ancora)

C'è del marcio nel piatto

Hanno scritto il loro “C’è del marcio nel piatto” (Piemme) come una sorta di fiaba.

Sono Gian Carlo Caselli e Stefano Masini, il primo ex magistrato e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, il secondo docente di Diritto Agroalimentare all’Università di Tor Vergata di Roma: raccontano come certi cattivi rendono dannoso il cibo che arriva in tavola, per la salute, certo ma anche perché frutto di filiere illegali. Tanti draghi e camaleonti che camuffano prodotti di largo consumo spacciandoli per genuini, buoni e giusti e da cui è possibile difendersi.

Caselli&Masini prendono spunto da fatti di cronaca trasformandoli in favole per far meglio capire. La storia di Biancaneve per ricordare il vino al metanolo, triste vicenda da cui però sono nati nuovi controlli per impedire la produzione di vino-senza-uva e adulterato, oppure la mucca pazza con le vicende di Hansel e GreteL: il legislatore ha “copiato” il loro sistema a ritroso percorrendo un sentiero per raggiungere le verifiche di sicurezza.

E ricordate Maga Magò e Merlino? Ideali testimonial di quelle bevande che promettono magici dimagrimenti nascondendo gli ingredienti “veri”, in cui magari le decantate doti di vitamine e minerali sono inesistenti perché… non ci sono! Che dire delle etichette e dei loro grandi misteri, spesso incomprensibili con informazioni finte? Lo spiega Pinocchio, perfetto, no?
Solo qualche esempio di un settore, quello dell’agroalimentare, vera e propria terra di conquista per cialtroni di ogni sorta, visto che muove oltre 270 miliardi di euro e occupa 2,5 milioni di persone, un vero pilastro per l’economia italiana. Quello che “tira”, sostengono Caselli&Masini, “attira” per le ampie opportunità che offre, veicolate da gente senza scrupoli pronta a sfruttare, sofisticare, adulterare.
Certo i passi avanti ci sono stati e al cibo buono e sano si rivolge sempre più attenzione ma gli autori denunciano l’esistenza di una vera e propria task force criminale, che trova nuove strade per offendere l’alimentazione e la nostra salute. Ma, come succede nelle favole, è possibile sconfiggere i draghi avvelenatori del cibo, conoscerli e stanarli.

 

Precedente I terremoti? Cavi sottomarini per monitorarli Successivo Walls: Roma si racconta con le sue antiche mura

2 commenti su “C’è del marcio nel piatto! E non è un modo di dire…

Lascia un commento