Il lupo torna in pianura, nel parco del Ticino

Il parco del Ticino frequentato dal lupo

Il lupo nel parco del Ticino

 Un lupo in pianura: lo ha fotografato un pastore qualche tempo fa nel Parco del Ticino, tra Boffalora e Magenta, dopo aver scoperto i resti di un suo pasto, un agnellino.

È una presenza importante, in un territorio circondato da intensa urbanizzazione, strade, aeroporti, ferrovia. Sì, perché il lupo non gironzolava in pianura dal Medioevo, come hanno sottolineato nella direzione del Parco del Ticino (110 chilometri lungo il fiume omonimo tra Lombardia e Piemonte) che è una riserva Unesco.

Si tratta di una “vittoria” della biodiversità, questo ritorno del lupo in quel variegato territorio tra il Po e le Alpi. E da quelle liguri, probabilmente, arriva l’esemplare fotografato, una giovane femmina, secondo chi lo studia, Alberto Meriggi dell’Università di Pavia e Olivia Dondina dell’Università Bicocca di Milano. Un’ipotesi, al momento, poiché il lupo vero e proprio non si è ancora visto, si sa solo che circola ancora in zona , grazie a campioni di escrementi e tracce dei suoi pasti, tra cui cinghiali.

Per capire la sua esatta provenienza e a quale gruppo essa appartenga esattamente, bisogna aspettare le indagini del dna. Perché i lupi ritornano a frequentare zone da cui sono stati cacciati (e malamente) tanti secoli fa, rischiando di brutto anche adesso? Per gli esperti, sono animali adattabili che dopo tanto tempo si riaffacciano in quegli spazi loro dominio, prima dell’avvento massiccio dell’uomo e delle sue attività: che stiano testando la possibilità di rimanervi definitivamente?
La presenza dei lupi, secondo le ultime stime, evidenzia 150 animali sulle Alpi e 1580 sugli Appennini (foto: ticinonotizie.it).

 

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